“Solo un passo in più” – Felipa’s Tales

Solo un passo in più” è un raccontino che ho scritto durante un breve viaggio in treno che da Roma mi portava a Bari… Mi è uscito di getto, spero ti piaccia! ;D

“Solo un passo in più” – Felipa’s Tales

Agnese si svegliò di soprassalto. Un rumore fastidiosamente famigliare aveva turbato i suoi sogni. Spalancò gli occhi, e si rese conto che quel rumore proveniva dal suo telefono cellulare. Sbuffando lo tirò fuori dalla tasca e premette il tasto verde. «Pronto? Mamma? Sì, tutto bene… No, stavo dormendo. No, ancora non sono arrivata… Sì, appena scendo ti richiamo… No, non preoccuparti, non ho fame… Sì, sì, ho una cartina del paese… Ok, ok, ci sentiamo dopo! Un bacio, ciao.»Solo un passo in più Con un sospiro chiuse la telefonata, e guardò fuori dal finestrino del treno. Una fitta distesa di girasoli scorreva sotto il suo sguardo e, con un sorriso, la ragazza pensò alla sua destinazione. Dove era diretta? Ancora non lo sapeva.

Per la prima volta nella sua vita, Agnese Tissoni andava incontro all’ignoto. «Scusi, è occupato?» In piedi davanti al suo sedile c’era una donna con folti capelli rossi, che in silenzio attendeva che il posto venisse liberato. «Oh, no, si sieda pure!» esclamò Agnese, spostando Lillà, la sua valigia viola, nella reticella sopra le loro teste. E mentre la rossa signora si accomodava di fronte a lei, Agnese pensò che somigliava estremamente a sua madre. Era sempre stata piuttosto apprensiva, ma questa volta, era tutto in mano di Agnese. Sua madre non c’entrava, era una sfida tra lei e il mondo. «Dove vai di bello, tesoro?» le disse la donna con un sorriso. La ragazza la guardò, soppesando la domanda. Sembrava facile rispondere, ma in realtà non lo era affatto «Non lo so ancora» disse infine. Semplice, chiara, dritta al punto.

Stranamente però, l’altra non sembrò perplessa, o stupita. Continuava a sorriderle con fare protettivo, come se sapesse perfettamente quali dubbi tormentavano la diciannovenne «Beh, non sei l’unica» ribatté ammiccando «Guarda quanti fiori!» esclamò poi, indicando l’affascinante tripudio di colori che aveva preso il posto dei girasoli «Con questo sole… Sarà pieno di api!» e sospirò allegramente «Sono creature affascinanti, le api… Sai, nemmeno loro sanno dove sono dirette, finché non arrivano! Si lasciano guidare dall’odore del polline!» detto questo si alzò, e si diresse verso la porta, mentre il treno rallentava. “Già deve scendere?” pensò Agnese “Ma è appena salita…”  «Devi solo trovare il polline che ti guidi, tesoro!» le disse prima di scendere. Agnese non ebbe nemmeno il tempo di salutarla, che questa sparì tra la gente. “Che strano tipo…” pensò, appoggiando la testa al finestrino.

Nelle due ore che seguirono, la ragazza rifletté molto sulle parole della donna, e si rese conto che aveva ragione “Devo solo trovare il mio polline…” si disse. «Next stop – Paris!» tuonò la voce nell’altoparlante. Agnese si alzò, afferrò Lillà, e la trascinò con sé fino alla porta. Il treno cominciò a rallentare gradualmente, finché non si fermò del tutto. Le porte si spalancarono. Scese il primo scalino, e poi il secondo. Ne mancava solo uno. Un solo passo, e la sua avventura sarebbe cominciata. Prese un bel respiro e, sorridendo, si incamminò verso l’ignoto.

Cheers 🙂

FelipaBelieves 

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